Libri d'equitazione: Tim Flach - Flying Horse
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Libri d’equitazione: Tim Flach

All images by Tim Flach

Da piccola passavo ore a sfogliare libri d’equitazione, osservando le meravigliose immagini e illustrazioni di questi animali ammalianti. Iniziò così quella collezione che oggi arricchisce in maniera significativa la mia libreria: chiaramente non vedo l’ora di condividere questi libri d’equitazione con voi qui su Flyinghorse.

Sin dall’inizio del mio lavoro qualcosa mi suggeriva con forza di celebrare il cavallo a pieno titolo.” – Tim Flach

Equus è quel termine che descrive la famiglia di animali che vanno dalla A di Asino alla Z di Zebra, ma che sta principalmente per i nostri amati cavalli. Nessun animale ha catturato l’immaginazione umana proprio come il cavallo. Raffigurato in disegni rupestri migliaia di anni fa e a seguire attraverso innumerevoli interpretazioni in pittura, argilla, inchiostro e pellicola le infinite interpretazioni artistiche del cavallo hanno dato luce alla ricerca di Tim Flach dando origine nel 2008 a EQUUS, il suo primo libro. Inteso come esplorazione della specie a sé stante – catturata come soggetto solitario e in branco; in aria e sott’acqua – EQUUS celebra l’animale la cui storia è fortemente legata alla nostra. Dai maestosi arabi delle Royal Yards degli Emirati Arabi Uniti ai cavalli islandesi ripresi nel loro habitat glaciale; dallo sguardo profondo che scaturisce dall’occhio di un singolo cavallo alla potenza delle immagini dei Mustang che corrono attraverso le pianure dello Utah, EQUUS offre una visione unica delle dinamiche fisiche e dello spirito del cavallo.

Il lavoro di Tim Flach come fotografo di animali è influenzato dal suo interesse per il maniera in cui modelliamo gli animali rispecchiandoci in loro e interpretando così il significato dei loro modi di fare con i nostri. Esplora il ruolo delle immagini favorendone una connessione emotiva. Portando alla vita la complessità del regno animale, il suo lavoro spazia ampiamente attraverso le specie, unite da una stilizzazione distintiva riflettendo un interesse in modo esemplificativo per collegare le persone al mondo naturale.

Come fai a rendere i tuoi animali così umani?

Capisco che sia indubbiamente facile vedere il mio lavoro come antropomorfico, di pensare che mi sono sforzato di farli sembrare come noi, ma in realtà sono molto più interessato alla nozione di antropocentrismo; mi interessa come noi umani ci mettiamo al centro anche in relazione agli animali e ci prescriviamo il ruolo di protagonisti dei due mondi. Parlando in senso compositivo, il mio traguardo è quello di condurre le persone a osservare i dettagli più empatici delle mie opere.

Quali sono i fotografi che influenzano il tuo lavoro?

Irving Penn, Guy Bourdin, André Kertész, Karl Blossfeldt, e Stephen Shore per nominarne solo alcuni. Allo stesso modo, un certo numero di pittori sono stati importanti per me, come per esempio Picasso. In generale sento che l’influenza maggiore arriva dalla cultura collettiva.

Hai degli animali domestici?

Ho due gatti Birmani chiamati Hunt e Blue che mi tengono compagnia mentre lavoro, e farò meglio a non dimenticare il tre pesci rossi che nuotano in un acquario nel mio studio!

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