Cavalli da Oscar - Flying Horse
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Cavalli da Oscar

Dopo la serata degli Oscar andata in onda direttamente dal Dolby Theatre a Hollywood, ripercorriamo insieme le performance di alcuni dei cavalli da Oscar più famosi del grande schermo.

I cavalli sono un punto fermo nel mondo delle immagini in movimento sin dall’inizio della storia del cinema. Il pioniere della motion picture fu Eadweard Muybridge con la sua celeberrima pellicola del cavallo al galoppo. Muybridge posizionò una serie di macchine fotografiche lungo un tracciato di corsa per catturare la sequenza della del cavallo galoppante, ogni macchina fotografica scattava nell’istante in cui il cavallo passava su un controllo elettronico. Le immagini furono poi trasferite su un disco di vetro e proiettate in veloce successione su un dispositivo chiamato Zoopraxiscopio, producendo un’immagine in movimento.

Iniziò così la lunga storia d’amore tra cinema e cavalli, che oggi si è evoluta in una vera e propria arte. Quante scene vi vengono in mente in cui un attore si butta abilmente in groppa al suo cavallo e si allontana al galoppo verso il tramonto? Facile, no? In realtà fare esibire i cavalli davanti alla cinepresa richiede una quantità sorprendente di pianificazione e preparazione. Effettivamente, la maggior parte dei cavalli da Oscar sono addestrati per le apparizioni più basilari davanti alla telecamera, ma alcuni finiscono per essere attori anche in ruoli speciali come cadere o saltare. Quel che è certo è che ogniqualvolta si vede un cavallo cadere in battaglia, galoppare incontro al proprio coprotagonista o portarlo in salvo dall’artiglieria nemica questo succede grazie a ore e ore di duro allenamento.

Ma a chi tocca il meraviglioso compito di allenare i cavalli da Oscar?

 

Hollywood ha coniato un termine appositamente per questi fortunati uomini che sussurrano ai cavalli. Sono i Horse Masters, un nome che è tutto un programma. Uno degli Horse Masters più famosi è Bobby Lovgren, che ha addestrato cavalli per film come “War Horse”, “The Mask of Zorro” e “Seabiscuit”. Per quanto riguarda il film candidato 6 volte agli Oscar, Lovgren racconta un dettaglio esilarante: “Essendoci 14 cavalli a interpretare Joey, ci serviva un dipartimento trucco e parrucco dedicato ai nostri attori equini. Una troupe di meticolosissime make up artist correggeva la lista sul muso e le calzate per rendere tutti i cavalli identici. È stato un lavoro a tempo pieno, soprattutto perché avevamo sequenze di guerra in cui i cavalli galoppavano in mezzo al fango sporcandosi di volta in volta”.

Impressionante quanti dettagli ci sono dietro l’inquadratura di un cavallo da Oscar galoppante, no? La prossima volta che vi armate di popcorn e vi sedete nella poltrona di velluto del vostro cinema preferito, pensateci 🙂

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