Sulla follia della “gamba interna verso redine esterna” - Flying Horse
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Sulla follia della “gamba interna verso redine esterna”

Ho ufficialmente smesso di contare i pazienti rimproveri del mio maestro, quando in sella al cavallo mi accingo ad approcciare, per l’ennesima volta, una girata/volta/circolo, che manco Valentino Rossi sulla sua Yamaha. “Usa gli aiuti nel ordine giusto: gamba interna verso redine esterna. Mantieni l’assetto. Non piegarti sul lato, non stai andando in moto!”.

In una girata è la redine esterna a dare la direzione e la gamba interna a tenere il cavallo per non farlo cadere sulla spalla e metterlo dritto. Semplice, no? No! Nulla di più illogico per noi umani che percorriamo il mondo dotati di due gambe e due braccia. La nostra natura di bipedi, per istinto ci impone infatti di tirare la testa del cavallo nella direzione scelta – con la redine interna. Questo è dovuto al fatto che il nostro cervello opera su due gambe, stiamo però montando un animale che ne ha quattro.

Come risolvere? Sforzandoci a ricordare l’azione specifica fino a quando non diventerà automatica. Nonostante ciò, non potremo mai aspettarci di operare d’istinto: abbiamo la natura contro. La follia della gamba interna verso la redine esterna, pertanto non sta nell’impeccabile teoria in se, quanto piuttosto nel operare contro il nostro istinto, facendo una cosa per noi sbagliata, ma giusta in equitazione.

A rendere il tutto ancora più complicato è che il concetto gamba interna verso redine esterna racchiude molto più che solo questi due aiuti. Se applicato correttamente si ha una armoniosa e ben equilibrata combinazione di tutti gli aiuti, che richiede un continuo aggiustamento a ogni falcata. Si tratta di creare un vero e proprio canale intorno alla meravigliosa energia del nostro cavallo. Possiamo immaginarcela come un fiume che scorre. La gamba interna e la redine esterna sono gli argini che le danno direzione. Possiamo decidere in quale direzione dirigere l’energia generata dal cavallo con i suoi arti posteriori: facendola scorrere fuori solo dalla parte anteriore, il cavallo diventerà molto probabilmente piuttosto lungo, estendendosi e appesantendosi sugli anteriori. Se invece si tiene troppa energia, il rischio di incappare in una vera e propria esplosione è dietro l’angolo (o per terra. Dipende dalla potenza della sgroppata…)!

Come riuscire? Come sempre la soluzione sta nel sviluppare quella sensibilità, che si ottiene solo attraverso duri allenamenti e rimanendo sempre focalizzati sull’azione. La ricompensa? Equilibrio e sensazioni che si svilupperanno in girate solide, permettendo di trovare l’armonia totale con il proprio cavallo e la distanza perfetta verso il prossimo salto.

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