L'India e i suoi cavalli Marwari - Flying Horse
16048
post-template-default,single,single-post,postid-16048,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-title-hidden,qode_grid_1300,qode-content-sidebar-responsive,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-10.0,wpb-js-composer js-comp-ver-5.1,vc_responsive

L’India e i suoi cavalli Marwari

“L’India è il Paese delle cose incredibili che si guardano tre volte stropicciandosi gli occhi e credendo di avere avuto le traveggole”
A.Moravia, Un’idea dell’India

Ammirando le orecchie a forma di cuore dei cavalli Marwari si ha puntualmente la sensazione, che Moravia descrisse più di 50 anni fa nel suo attualissimo reportage “Un’idea dell’India”. L’India è per l’Occidente l’emblema del luogo mitico, fiabesco, affascinante nei suoi molteplici misteri e i cavalli Marwari, originari di Jodhpur nel Rajasthan, ne sono la conferma. Le orecchie del Marwari si toccano all´apice curvandosi all´interno e possono avere una rotazione di 180°, permettendo al destriero di avere un’idea precisa sulla vicinanza e la posizione di un possibile nemico. Se le origini del Marwari sono incerte, la vivacità, l’eleganza nei movimenti, la resistenza e la sua velocità suggeriscono che il cavallo arabo abbia avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo della razza.

Dal medioevo in poi la sua storia è saldamente legata alle tradizioni guerriere dei Rajput, i nobili dei clan familiari indù che per secoli si opposero alla dominazione dell´Islam nell´India nord occidentale. Grazie a questa razza intelligente, coraggiosa e resistente sconfissero infinite invasioni attraverso tattiche ingegnose: per combattere gli elefanti armati di spada dei loro nemici e mantenere il potere nel corso dei secoli, costruirono delle proboscidi per i loro Marwari, travestendoli così da cuccioli di elefante, che gli animali adulti istintivamente non avrebbero attacco. Numerosi i quadri storici che celebrano i cavalli combattenti di elefanti, uno per tutti quello raffigurante la battaglia di Haldighati nel 1576.

Chetak, il cavallo montato da Pratap, sovrano di Mewar, dimostrò forza e lealtà, caratteristiche principale della sua razza. La leggenda narra che quando Man Singh, comandante Mughal, dell’esercito nemico, attaccò Pratap in cima ad un elefante, Chetak alzò gli zoccoli e colpì la testa dell’elefante, dando a Pratap la possibilità di difendersi con la sua lancia. Nello scontro che ne seguì, la zanna dell’elefante attraversò la gamba di Chetak, storpiandolo, ma il cavallo, senza arrendersi al dolore, portò il suo destriero in salvo a tutta velocità, per morire infine, dopo una lunga cavalcata, durante il tentativo di saltare un fiume. La sua storia di eroico coraggio e fedeltà è immortalata in una statua che lo ritrae e che lo ha reso famoso alle generazioni future.

Dunque una razza antichissima, retaggio di soli principi e nobili indù dell’India del nord: Rajasthan, Gujarat, Punjab. Sebbene abolite le caste ancora oggi simbolo di una tradizione principesca ed elitaria questo cavallo è protetto dal Governo indiano che dal secondo ‘900 ne vieta tassativamente le esportazioni, conservandone la purezza e l’esclusività. Lo studbook di Jodhpur, sotto l’egida della All India Marwari Horse Society di Sua Altezza reale il Maharaja Gaj Singh II è l’unico registro ufficiale di razza e annovera tra le sue pagine poche centinaia di esemplari. In questi anni la razza è stata riscoperta dai giovani allevatori indiani per l’uso nelle competizioni di gran fondo ed endurance. Un appuntamento annuale da non farsi scappare sono le fiere di Tilwara (in aprile nel Distretto di Barmer) e di Pushkar (in novembre nel Distretto di Ajmer), dove si potranno osservare splendidi esemplari in una location capace di togliere il fiato.

Puledro nelle strade di Pushkar, Gennaio 2017

Da non sottovalutare poi l’importanza che i Marwari stanno guadagnando nel settore turistico. Princess Trails è gestito da un membro di una delle più antiche e nobili famiglie di Udaipur, la cui storia si intreccia con i cavalli da molti secoli. Insieme alla sua moglie tedesca Ute, Virendra Singh, permette agli appassionati di cavalli di tutto il mondo, di fare un viaggio spettacolare nel passato e scoprire la storia colorata dell’India. Grazie a Ute e alla energica cavalla Chandni, che in hindu significa Luce di Luna, ho avuto l’occasione di sperimentare la forza e la resistenza di questi cavalli durante una limpida mattinata d’inverno. Il modo migliore per esplorare l’entroterra incantato di Udaipur nel Rajasthan è innegabilmente galoppando per il paesaggio collinare in mezzo a palme e laghi.

Se siete curiosi e state pianificando un viaggio in India, non perdetevi questa esperienza unica nel suo genere, capace di regalare ricordi di viaggio speciali. Troverete tutte le informazioni su Princesstrails.com

Chadni, Udaipur, Gennaio 2017

  • Quante volte vi è capitato di girare con le calze da equitazione sopra i pantaloni, attirando così su di voi lo sguardo meravigliato dei passanti. ...

  • La pulizia del cavallo, in gergo tecnico, viene detta grooming, dall'inglese to groom, che significa governare. Per indicare tutte le operazioni quotidiane grazie alle quali il cavallo viene tenuto pulito e in forma, in italiano si parla infatti di "governo del cavallo”....

  • Date un'occhiata alle meravigliose sculture equestri in ceramica di Emma Tate e sarete d'accordo, che il suo lavoro è certamente unico nel suo genere....

  • Ho acquistato un paio di nuovissimi staffili da salto Devoucoux, meticolosamente prodotti a mano nei Paesi Baschi, al sud della Francia. I miei erano consumati e, dal momento che possiedo una sella Biarritz nera super confortevole del brand, la scelta è automaticamente caduta sul loro prodotto....



cookies law