Rinforzo positivo e negativo - Flying Horse
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Rinforzo positivo e negativo

Spesso parlando del apprendimento equino viene menzionato il rinforzo negativo e positivo. Le più ampie variazioni sul tema portano ad animate discussioni, senza riuscire a dare rilievo alla natura dei due metodi basati sulla biologia comportamentale e sul condizionamento classico e operante. Vediamo quindi insieme i diversi approcci.

Condizionamento classico e operante

Nel condizionamento classico viene attribuito un nuovo significato a uno stimolo neutro. Pensiamo all’ora della pappa: il rumore del carello dà inizio a un vero e proprio concerto in scuderia. I cavalli hanno imparato ad associare il cibo al rumore delle rotelle sul pavimento.

Nel condizionamento operante l’animale impara per tentativi ed errori. La caratteristica di questo approccio è che il cavallo cerca attivamente e coscientemente la soluzione a una data situazione. La motivazione per questo comportamento può essere di due tipi: da un lato il cavallo potrebbe volere uscire da una situazione sgradevole, dall’altro potrebbe cercare la strada per ricevere una ricompensa. Come faccio però ad applicare queste nozioni nel lavoro quotidiano con l’animale?

Come faccio a capire ciò che viene percepito come piacevole o meno dal mio cavallo? Per insegnargli qualcosa e influenzare il suo comportamento, ho le seguenti possibilità.

Positive Reinforcement

Positive Reinforcement

Rinforzo Negativo

Il rinforzo negativo è qualcosa che tolgo dall’azione
Rinforzo negativo

Il rinforzo è qualcosa che aumenta un dato comportamento. Il rinforzo negativo si basa sulle pressioni e si manifestano nel momento in cui si dà uno stimolo dissuasivo: è qualcosa che tolgo dall’azione. Quando montiamo in sella facciamo muovere il cavallo attraverso un rinforzo negativo: la leggera pressione delle nostre gambe lo incita a muoversi in avanti. Si tratta di una reazione che il cavallo ha appreso durante la doma e l’addestramento e non si basa su un comportamento innato. Lo stimolo dissuasivo cessa nel esatto istante in cui il cavallo si muove, facendogli capire che, se reagisce alla pressione, ne trarrà beneficio: la pressione cessa. I cavalli per natura amano infatti la pace e la tranquillità e cercheranno sempre di evitare qualsiasi tipo di pressione a cui vengono sottoposti (si noti bene che stiamo parlando di pressione, non di violenza, la quale non va usata mai e per nessun motivo).

Faccio un altro esempio pratico: il rinforzo negativo funziona anche se voglio che il mio cavallo venga alla porta del box, senza dover andare a prenderlo con la cavezza. Come? Incomincio a fare la rana e nel esatto istante in cui fa anche solo il minimo accenno di avvicinarsi a me – può anche solo girare la testa di un millimetro – smetto. Il cavallo così, piano piano, imparerà che avvicinandosi a me, mi farà smettere di fare la rana e quindi pressione su di lui. Le prime volte potrebbero volerci ore a fagli comprendere il nuovo comportamento. Consiglio quindi di amarvi di tanta pazienza..

Il rinforzo positivo è qualcosa che aggiungo all’azione
Rinforzo positivo

Il rinforzo positivo è qualcosa che aggiungo all’azione e viene ricevuto dal cavallo dopo aver fatto uno sforzo apprezzabile. La prima cosa alla quale penso, sono le tanto amate ricompense. Personalmente ho imparato che non avere lo zuccherino facile e sempre in tasca, aiutando così il cavallo a concentrarsi su di me. Nel lavoro quotidiano da terra e durante la fase di grooming traggo inoltre molta più soddisfazione vedendolo aspettare nel box e salutarmi calorosamente, non perché viene premiato con un dolcetto: la ricompensa per lui si traduce nell’attesa del lavoro condiviso.

Facciamo un passo indietro. Un esempio pratico in cui il rinforzo positivo mi è stato di grande aiuto è stato quando ho dovuto fare i conti con la diffidenza verso l’acqua di Chuck. Durante i primi caldi non c’era stato modo per farlo avvicinare al lavaggio. La soluzione è stata quella di armarmi di biscotti e di tanta pazienza: così giorno dopo giorno ho raggiunto un passettino in più verso la postazione di lavaggio. Ci abbiamo messo quasi un mese. Il risultato? Chuck alla fine del percorso fatto insieme, sapeva che avvicinandosi all’acqua avrebbe ricevuto qualcosa di positivo (sia la ricompensa che il beneficio dell’acqua fresca in una giornata estiva) e se lo aspettava: ho lavorato esattamente su questa sua attesa legata all’anticipazione, ottenendo così la sua collaborazione.

L’allenamento vario garantisce più sbocchi positivi

Personalmente non rifiuto nessun approccio fino a quando non ho avuto occasione di confrontarmi profondamente con esso, raggiungendo un grado di consapevolezza elevato rispetto alle possibilità che questo mi offre. Sono sicura però che l’eccessiva punizione porti esclusivamente a risultati controproducenti. In una situazione stressante mi sento decisamente limitata nelle mie doti di apprendimento, perché il mio cavallo dovrebbe sentirsi diversamente? Punendo il mio cavallo in modo eccessivo, inibisco la sua creatività, e lo privo della mia fiducia. Non posso quindi aspettarmi che in alcune situazioni, come per esempio in concorso, lui possa prendere decisioni in maniera autonoma.

 

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