C'era una volta - Flying Horse
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C’era una volta

I miei ricordi d’infanzia sono intrinsecamente legati all’immagine del cavallo. Passavo le vacanze dai nonni in Germania, precisamente a Vechta, nella terra dei cavalli per eccellenza, intorno a Oldenburg, nel nord del paese. Osservando le infinite distese verdi della campagna tedesca inondate dal sole primaverile, l’occhio si confronta con una vastità indefinibile di pascoli punteggiati di cavalli: puledri appena nati sperimentano i primi passi, saltellano e giocano. Con il calar della sera, il paesaggio verde-oro, avvolto in una luce color albicocca, quasi diafano, è di una bellezza incredibile. Gli allevatori del vicinato sono niente meno che personalità di spicco come Paul Schockemöhle. La statua del cavallo Warwick Rex di suo fratello Alwin, decora la piazza principale della cittadina a confermare la centralità dei cavalli nella vita sociale ed economica della regione. In mezzo a questo paesaggio bucolico, si è impressa in me l’ammirazione per il cavallo, animale nobile e forte per eccellenza.

Aveva ragione Winston Churchill a suggerire che “C’è qualcosa nell’esteriorità di un cavallo che si attaglia all’interiorità di un uomo.” Il soffio di un cavallo sulla mano strega e cattura, attraversa le vertebre per poi prendere con se un pezzo del cuore e portarlo al vento. Questa magica sensazione di libertà non ha mai smesso di scorrere nelle mie vene, portandomi a ricominciare a montare nell’età adulta, quando apprendere un’arte sconosciuta, diventa un’impresa ardua.

E dunque eccomi là, seduta nuovamente in groppa ad un cavallo, colta immediatamente da un colpo di fulmine. Emozione e felicità uniti in un momento assoluto, capace di farmi dimenticare i grattacapi del quotidiano in un millesimo di secondo. Si sente spesso dire che i cavalli hanno un potere terapeutico e che nei percorsi di crescita personale possono avere un ruolo fondamentale. Forse perché, come tutti gli animali, sono privi di giudizio nei nostri confronti e ci offrono uno specchio più allargato di noi stessi. Nel lavoro con i cavalli si aprono nuove prospettive e sentieri per un tipo molto profondo di esplorazione del sé. Istintivamente sappiamo che i cavalli non hanno nessuna aspettativa nei nostri confronti. Sono sinceri e non possono essere manipolati. Rispondono alla nostra energia e alla nostra congruenza, alla nostra visibilità e autenticità e spesso si allontanano da noi quando stiamo fingendo o siamo incoerenti. Credo che molte persone si sentano sollevate da tale franchezza. Indubitabilmente per me è stato così: non ho più potuto fare a meno di quella sensazione di libertà e sicurezza che solo un cavallo può trasmetterti.

Questo sport si pratica in due. È uno sport di squadra l’equitazione. Ti serve un partner ed è meglio che ci vai d’accordo: il mio pesa 600 kg e l’ho trovato in un paesino sperduto della Germania. Ma questa è un’altra storia.

  • I miei ricordi d’infanzia sono intrinsecamente legati all’immagine del cavallo. Passavo le vacanze dai nonni in Germania, precisamente a Vechta, nella terra dei cavalli per eccellenza, intorno a Oldenburg, nel nord del paese....

  • Il rinforzo è qualcosa che aumenta un dato comportamento. Il rinforzo negativo si basa sulle pressioni e si manifestano nel momento in cui si dà uno stimolo dissuasivo: è qualcosa che tolgo dall’azione. ...

  • I cavalli per natura amano relazioni durature e sono fortemente legati al proprio branco, con il quale mantengono rapporti speciali, che possono durare una vita intera....

  • In un lungo ed intenso periodo di oltre due anni, la fotografa tedesca Vanessa von Zitzewitz ha scattato più di 27.000 fotografie ai cavalli di proprietà del Emiro del Qatar. ...



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